


I prodotti che ho visto alle porte di Roma parlano da soli, anche se le immagini che vi propongo sono poco nitide.
In questo post si affronta dunque la questione dei vini e birre italiani con le raffigurazioni di Mussolini ed Hitler: una vergogna per noi Italiani ed un segno del nostro scarso valore ed intelletto agli occhi degli altri paesi che, di certo, non ci apprezzeranno per simili “souvenirs”.
Se fosse un modo per aiutare coloro che vogliono liberamente smettere di assumere alcol tramite tecniche avversive ed il disgusto, forse, si potrebbe tentare di fare uno sforzo enorme per comprenderne il fine terapeutico. Ma non è così. Nessun fine terapeutico sembra essere indicato sulla bottiglia e, ovviamente, nessun fine politico esplicito.
A distanza di qualche anno dalla loro prima messa in produzione, vinte le cause che ne volevano vietare la vendita, continuano a diffondersi questi prodotti “storici” come se fossero solo un modo come un’altro per favorire le vendite e fare soldi (con ogni mezzo).
Per questo, come persone, educatori e consumatori, consci del fatto che un’etica esiste, potremmo tentare di boicottare tutti quei prodotti di case produttrici che utilizzano personaggi illustri passati alla storia anche per il fatto di aver ucciso o promosso lo sterminio di altri esseri umani, così come si fa con i prodotti che impiegano pratiche produttive lesive della dignità umana.
Come esseri umani, questo può essere un modo per far affermare con forza che il buon senso esiste. Come italiani, invece, un modo per far ricordare i punti dell’Art. 41 della nostra amata Costituzione italiana (anche quando le autorità non ne vedono il collegamento con la vicenda):
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Sperando di non essere solo, dunque, propongo un’azione concreta: mettiamo da parte i prodotti associati/associabili alle uccisioni, fosse anche solo per il fatto che richiamano una terribile idea ed ideologia che troppo spesso nel nostro Paese fatica ad essere abbandonata. Inoltre, non acquistiamo in quei negozi in cui tali prodotti sono in vendita: non possono essere una fonte di guadagno.
Un caro saluto.
Cristian Pagliariccio

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Assurdo! Giù da noi non ho mai visto queste folkloristiche bottiglie, però non è raro vedere in qualche negozio esposta l’effige o qualche calendario del duce. Speriamo che queste simpatiche iniziative siano solo retaggio di qualche bacucco ancora legato ai racconti del “quando c’era lui…”, ma a vedere certi atteggiamenti delle nuove generazioni ne dubito
questa delle bottiglie di vino a marchio mussolini mi mancava O_o sono tristemente allibita! è incredibile, ma vedo ancora in tanti negozi di souvenirs veri e propri mini-busti del duce…è incredibile come la memoria storica del popolo italiano sia così breve (totalmente inesistente nei miei coetani 20enni).
Davvero assurdo e vergognoso, personalmente concordo con quanto hai scritto nel post. Anche noi in redazione stavamo lavorando su un articolo legato alla commercializzazione di alcuni souvenirs di indiscutibile cattivo gusto nei negozi del centro di Roma (come segnalava michelap in un commento). Se ti è possibile, ci invi le foto, anche in bassa risoluzione, a redazione@insiemearoma.it? Grazie della segnalazione
A
Ciao, grazie per il tuo commento. Mi piace il tuo/vostro blog. Mi unisco al coro e sposo questa tua proposta.
titolando
SI HAI RAGIONE….ERA MEGLIO RAFFIGURARE STALIN!
Non penso proprio che l’alternativa sia o l’uno o l’altro.
Ad avere un po’ di fantasia si potrebbero trovare un’infinità di opzioni migliori, che evitano di sostenere ed incoraggiare ideologie estremiste e terribili.
io quelle bottiglie le ho viste in mote città turistiche della Riviera adriatica. A San Marino erano in tantissimi negozi e anche sul lungomare di Rimini, ricordo di averle viste nei negozietti di souvenir.
Non so se c’è gente che di fatto le acquista, però in Italia non le vendono solo a Roma.
Personalmente non ho mai acquistato in quei negozi perché ero troppo infastidita dalle bottiglie.
Ciao! prima di tutto grazie x avermi fatto leggere questo post! personalmente io non le ho mai viste queste bottiglie, ma credo che sia una cosa più che importante farsi sentire e togliere dal commercio quelle etichette, per giustizia e per non evocare il ricordo di tutte le vittime morte in quel contesto hitleriano.
Non so chi sia la casa produttrice ma di sicuro dovrebbero essere presi dei provvedimenti… e non so che gusto ci provi la gente ad acquistare prodotti del genere, che vanno ben oltre il souvenir e la dimensione folkroristica…
torna a visitarmi su http://clickandmusic.wordpress.com
Ciao, e grazie per avermi scritto. Perchè pensi che il tuo commento poteva “inficiare” il mio blog? Scherzi? Sono open-minded, leggo e assorbo le parole degli altri.
E leggo con piacere questo tuo post. Concordo, ovviamnte, da italiana. E volevo far presente che anche qui a Milano esistono queste bottiglie. In particolare, penso ad un ristorante che si chiama “******” (zona °°°°°°°°°…non me ne voglia ******, ma tanto non ha problemi di pubblicità). Il suo ristorante è sempre pieno, che dico, affollato. Tavoloni di amici che vanno da ****** per il buon mangiare (le sue linguine all’astice, divine e a prezzi modici) e per il suo personaggio. Lui che cucina, lui che serve ai tavoli, lui che ti insulta, lui che sbraita alla moglie abissina. Poi ****** ha il ristorante pieno zeppo di busti del duce, calendari, foto e le immancabili bottiglie con l’etichetta da te incriminata. Ma ripeto, è sempre pieno. Ignoranza o vanagloriosa memoria storica, ahimè distorta? Non so cosa pensare…
Perdonami per aver occultato il nome del ristorante. Visto che la pubblicità a Milano non gli manca, evito che giunga involontariamente anche a Roma o altrove.
L’esposizione di queste figure che hanno alle spalle un dramma che è costato all’umanità morti e lacrime non è tollerabile anche perche’ oggi la storia di quei fatti è oramai ben nota in tutti i più sordidi e reconditi aspetti.
Ricordare quelle icone (non certo le uniche, si pensi a Stalin!) ed utilizzarle per proporre un prodotto alimentare è disgustoso e provocatorio nei confronti delle vittime che sono milioni!….. Vergogna!